Spesso ci chiedono ma come funziona?

L’argomento è complesso e questo alimenta una certa confusione, ma cercheremo di rispondere esaustivamente e in modo sintetico, per quanto possibile.
L’inquinamento elettromagnetico è un agente fisico che può influenzare lo stato di salute unitamente a molte altre cause e variabili come l’ambiente, lo stile di vita e la predisposizione genetica.
Un individuo in buona salute, riesce a adattarsi alle interferenze senza particolari difficoltà, ma nel tempo ovvero invecchiando questa capacità potrebbe ridursi.
Va considerato che questa azione di adattamento “automatica” comporta un dispendio di energia e un possibile aumento dello stress ossidativo ovvero di produzione di radicali liberi.
Tecnicamente il principio di funzionamento del dispositivo sfrutta un fenomeno fisico noto come scattering e il dispositivo funziona come un transponder analogico passivo ovvero come un sensore che sente il calore corporeo ovvero la sua radiazione elettromagnetica. Così aiuta il corpo a mantenere la sua “sintonia elettromagnetica” indipendentemente dal tipo di disturbo elettromagnetico esterno.
E’ bene sapere che contrariamente a quanto si crede, nello spettro elettromagnetico tra le onde radio e le microonde, non è la frequenza dei segnali esterni la variabile più significativa, ma l’intensità e soprattutto la distanza dalla fonte emanante, oltre al tempo di esposizione.
Nello specifico il telefono cellulare non sarebbe, in termini assoluti, così pericoloso per le frequenze e nemmeno per intensità, tuttavia la sua pericolosità viene sempre messa sotto la “lente di ingrandimento” in quanto è consuetudine diffusa utilizzarlo praticamente a contatto con il corpo quasi 24 ore al giorno o comunque per lunghi periodi.
Inoltre le fonti elettromagnetiche disturbano particolarmente le fasi del sonno, durante le quali normalmente il corpo diminuisce la sua capacità di adattamento ai disturbi delle interferenze elettromagnetiche e in questo caso anche le frequenze potrebbero assumere una maggiore rilevanza. Quindi si consiglia di aumentare sempre il più possibile la distanza dalle fonti emananti e spegnere tutte le sorgenti elettromagnetiche quando si riposa, come ad esempio il wifi.

Concludendo l’azione di prevenzione del dispositivo non agisce su alcun sintomo o malattia, non dipende direttamente dalle fonti di disturbo, ma consiste nel ridurre sensibilmente e costantemente l’effetto debilitante delle interferenze elettromagnetiche cioè le impercettibili alterazioni elettromagnetiche che il corpo subisce costringendolo a un lavoro supplementare.
Ovviamente la percezione di efficacia del dispositivo è soggettiva, così come sono soggettivi i potenziali danni e sintomatologie causati dall’elettrosmog.

I 12 sintomi più diffusi, oggetto dell’indagine su oltre 300 volontari:

I pazienti e volontari intervistati, dopo un uso costante di sole tre settimane, riferiscono sensibili riduzioni, (mediamente del 50/60%) delle sintomatologie tipiche degli effetti da interferenze elettromagnetiche.

Conclusione: I punti neurovegetativi dell’Elettroagopuntura secondo Voll (E.A.V.) corrispondono alla regolazione funzionale elettrica del corpo intero e sono i nodi di rilevazione nell’organismo dei danni da elettrosmog. BioSynt è efficace nella prevenzione dei disturbi neurovegetativi causati da elettrosmog  e consente una stabilizzazione della resistenza del corpo, testimoniata dal riequilibrio dei punti neurovegetativi alterati. Il dispositivo come un sensore passivo, sente ovvero rileva l’emanazione elettromagnetica del corpo ovvero il suo calore e lo influenza quel tanto che basta per normalizzare, in tempo reale, le variazioni bioelettroniche istantanee provocate al corpo quando sopraggiungono interferenze elettromagnetiche significative. Ciò lo rende un efficace supporto di prevenzione.

Per i test medici ci avvaliamo di centri di medicina sia tradizionale che naturale. In particolar modo del centro di check-up bioelettronici medici del Prof. Dott. Flavio Gazzola, che utilizza la metodica E.A.V. e che da oltre vent’anni studia gli effetti e i possibili rimedi di prevenzione dei rischi da ellettrosmog.

Accreditamenti medici, scientifici e formativi

Si specifica che, per quanto riguarda le sperimentazioni e i test medici, viene prevalentemente utilizzata la metodica bioelettronica E.A.V. (elettroagopuntura secondo Voll), utile sia per la diagnostica preventiva che per il “test dei medicamenti”. Questa metodica diagnostica e formativa viene insegnata e divulgata in Italia, a soli medici chirurghi e odontoiatri, dalla A.M.I.D.E.A.V. (Associazione Medica Italiana di Elettroagopuntura secondo Voll), per anni parte integrante dell’Accademia di Medicina Biologica (Centro Didattico Post-Laurea delle Associazioni Mediche Italiane di Medicina Naturale).

LE ASSOCIAZIONI DELL’ACCADEMIA. L’Accademia di Medicina Biologica, Centro Didattico post-lauream, riunisce sotto la propria egida alcune Associazioni Mediche nel campo delle Medicine Non-Convenzionali. Le associazioni che fanno parte dell’Accademia sono:

A.M.I.O.T. (Associazione Medica Italiana di Omotossicologia)
A.M.I.F. (Associazione Medica Italiana di Floriterapia)
S.I.M.O.C. (Società Italiana dei Medici Osteopati e Chiropratici)

Scopo primario dell’Accademia di Medicina Biologica è la promozione della ricerca nell’ambito delle Medicine Non-Convenzionali, la formazione dei Medici, dei Farmacisti e degli Psicologi, la corretta informazione sulle possibilità e sui limiti della Medicina Biologica.

Particolare attenzione è rivolta alla formazione del personale sanitario: ogni anno, le diverse Associazioni che fanno riferimento all’Accademia, organizzano eventi formativi, come Seminari, Corsi, Scuole.

Nel 1994 è stata istituita A.M.I.D.E.A.V. (Associazione medica italiana di Elettroagopuntura secondo Voll), sezione nazionale autonoma della Società internazionale di E.A.V., con lo scopo di diffondere, approfondire, e sviluppare in Italia la teoria, la prassi e la ricerca dell’Elettroagopuntura secondo Voll. Con un documento del 7.11.1994 la Società internazionale di EAV riconosce l’A.M.I.D.E.A.V. come unico organismo abilitato a diffondere in Italia gli insegnamenti di Reinhold Voll, impegnandosi a sostenere la stessa A.M.I.D.E.A.V. nella formazione dei medici e nello stabilire il Curriculum per il raggiungimento del diploma in EAV, anch’esso riconosciuto a livello internazionale. Tutti i corsi tenuti dalle associazioni facenti parte dell’Accademia di Medicina Biologica, compresa quindi l’A.M.I.D.E.A.V., sono, come nel caso delle scuole, accreditati presso il Ministero della Salute e danno diritto a crediti formativi ECM. L’ECM è un programma del Ministero della Salute per l’Educazione Continua in Medicina, coinvolge tutti i paesi del mondo, ed è stato istituzionalizzato in Italia il 30 Dicembre 1992, allo scopo di garantire e mantenere la professionalità degli Operatori della Sanità.

INDAGINE BIOELETTRONICA MEDICA EAV

L’esame elettrofisiologico secondo Voll, in sigla EAV, è un esame di misura elettronica dei punti di agopuntura; i parametri valutati sono la conducibilità e la capacità elettrica. Ogni punto di agopuntura corrisponde ad un organo o parte di organo; l’alterazione dei valori di capacità e conducibilità del punto di agopuntura corrisponde ad una alterazione di tali valori nelle cellule dell’organo corrispondente. Ogni cellula mantiene un potenziale mediamente di circa 90 mV fra la parte endocellulare e lo spazio extracellulare, essendo la parte endocellulare il polo negativo e lo spazio extracellulare il polo positivo.

Quando la cellula viene aggredita da batteri, virus, funghi, protozoi, sostanze di inquinamento, shock fisici e psichici, si produce una sorta di cortocircuito e il potenziale cellulare si abbassa bruscamente, mettendo in pericolo la sopravvivenza delle strutture endocellulari, che dipendono per il loro funzionamento da questa vera e propria centrale elettrica costituita appunto dal potenziale cellulare. Secondo le ricerche di Popp all’ Università di Vienna, il DNA contenuto nel nucleo (ovvero il centro direttivo) della cellula non è solo il deposito dell’informazione genetica, ma anche una potente antenna ricetrasmittente, in grado di comunicare i dati relativi della propria attività alle altre cellule, onde poter coordinare le reciproche funzioni.

Tale comunicazione si trasmette anche sulla superficie del corpo a livello della cute, che a sua volta forma un condensatore elettrico dotato di un valore capacitivo non indifferente; i segnali elettromagnetici provenienti dalle cellule si incidono su tale supporto elettrico cutaneo, proprio come su di un supporto di memoria di un computer.

L’EAV misura e interpreta tale memoria elettrica, fornendo dati attuali della condizione di salute o malattia degli organi interni. Per ogni punto di agopuntura vengono forniti due numeri: il primo numero indica lo stato di attività istantanea in cui si trova l’organo: valori al di sotto di 50 indicano un rallentamento delle attività e una tendenza ipofunzionale o degenerativa; valori al di sopra di 60 indicano un eccesso di attività, ovvero una condizione iperfunzionale o infiammatoria; il secondo numero corrisponde alla capacità elettrica del punto di agopuntura ed è il valore più importante, poichè è relativo alle forze difensive e alle possibilità rigenerative dell’organo corrispondente (in condizioni di normalità il suo valore è fra 0 e 2). Al termine dell’elenco dei valori, può venire fornito un INDICE PATOLOGICO GLOBALE che consente una valutazione d’insieme delle condizioni del corpo.

Lo scopo di questa sperimentazione è verificare l’efficacia di BioSynt nel migliorare la resistenza del corpo rispetto all’elettrosmog derivante da cellulari.

In contatto con il corpo viene messo un cellulare. Si mette in contatto il cellulare in standby con il corpo della persona, si rimisurano i valori. Quasi costantemente uno o più o tutti i punti considerati subiscono un’alterazione mediamente attorno al valore di 80 (valore infiammatorio marcato) e 9 volte su 10 anche con caduta mediamente di 10 (l’ago scende entro tre secondi da 80 a 70). Questo è un indice della perdita di capacità elettrica da parte della cellula e della condizione infiammatoria indotta dal cellulare, sia pure in standby.

A questo punto, si mette in contatto con il corpo del volontario un dispositivo* BioSynt. La media dei valori scende a 53 (valore di normalità). In alternativa, si applica BioSynt al cellulare e si ripetono le misurazioni. I valori si normalizzano, l’indice EAV si stabilizza mediamente su 52. (valore di normalità). La motodica di misurazione E.A.V. , se correttamente applicata, è un modo istantaneo di dimostrare le alterazioni subite dall’individuo, in tempo reale, indipendentemente da fattori soggettivi. Per questo, dal nostro punto di vista, andrebbe utilizzata, sempre e comunque, quale verifica complementare di funzionamento dei vari prodotti.

*I test qui descritti sono stati eseguiti con tutti i modelli BioSynt e su tutti i materiali di produzione.

Origini della tecnologia Electro Biosynt

La ricerca che ha condotto alla Tecnologia Biosynt Electro nasce dall’idea di poter rendere più resistente il corpo all’inquinamento elettromagnetico con un supporto posto in contatto o in vicinanza di esso che renda più stabile il sistema di regolazione elettromagnetica del corpo. Il sistema elettromagnetico del corpo si basa sul fatto che le cellule dell’organismo ricevono e trasmettono segnali elettromagnetici alla velocità della luce, per una regolazione istantanea di organi e funzioni e che il DNA, sede del codice genetico, posto in ciascuna cellula, funziona come “un’antenna ricetrasmittente”. Dunque il sistema elettromagnetico del corpo funziona analogamente a un sistema Intranet di informazione istantanea dei 100mila miliardi di cellule che costituiscono il corpo umano e il dispositivo BioSynt (supporto “informato” con Tecnologia BioSynt) agisce come sintonizzatore di frequenza della rete di trasmissione Intranet organica. L’approcio è conforme alla filosofia, all’etica e alle nuove tendenze di Biohacking, inteso come lo sviluppo di processi virtuosi, la ricerca di comportamenti, innovazioni e strumenti che preservino la salute dell’individuo e ne riducano i potenziali deficit, evitando soluzioni invasive o non opportunamente verificate e “fai da te”.

La “Tecnologia BioSynt” è di particolare utilità, mantenendo l’assetto normale dei punti cutanei e la funzionalità degli organi interni connessi, prevenendo i danni derivanti da Geopatie ed Elettrosmog. Così si preserva la salute, mantenendo il corretto funzionamento degli organi e tessuti disturbati dall’inquinamento elettromagnetico e dell’organismo nel suo insieme. Il supporto BioSynt entra in risonanza passiva con l’attività elettromagnetica del corpo e la sintonizza su se stessa, preservandola dall’inquinamento elettromagnetico caotico. L’attività di sviluppo del know how iniziale si concentra ogni giorno sulla ricerca dei materiali più idonei e sui metodi di test di validazione clinica e scientifica.

Calore e luce spingono l’attività chimica del corpo e la regolano. L’evoluzione* degli esseri viventi ha come comune matrice l’irradiazione di calore, insieme con l’associazione con segnali elettromagnetici specifici nello spettro dei fenomeni della luce visibile (700-350 nanometri di lunghezza d’onda), infrarossa (700-1200 nanometri), ultravioletta (350-100 nanometri). La cellula funziona con una certa temperatura ed è regolata da segnali biochimici. Tale temperatura e tali segnali possono essere disturbati da interferenze elettromagnetiche, elettrosmog e geopatie. In presenza dei supporti  BioSynt, le cellule tendono a riconoscere la sintonia originaria corretta e a ignorare le attività di disturbo presenti nell’ambiente. In tal modo sono in grado di mantenere in funzione al meglio i processi vitali.

La nascita di questa tecnologia deriva dalle ricerche del biologo russo Alexander Gurwitsch (1874-1954) negli anni 20 del secolo scorso, che notò come la velocità di riproduzione cellulare aumentasse quando le colture cellulari venivano irradiate con determinate frequenze di raggi ultravioletti. Ricerche analoghe furono condotte in Italia da allievi di Guglielmo Marconi (1874-1937) e in Francia da Georges Lakhowsky (1870-1942) con l’assistenza tecnica di Nikola Tesla (1856-1943). Lakhowsky e Tesla costruirono circuiti oscillanti in grado di entrare in risonanza con le attività elettromagnetiche fisiologiche del corpo e in grado di far regredire anche malattie autoimmuni e tumorali. Il fisico francese Louis De Broglie (1892-1987) parla di “onde di luce” per la regolazione delle attività vitali.

Negli anni 80 il fisico Fritz Albert Popp (n.1938) a Vienna dimostrò che l’attività del DNA cellulare includeva anche una funzione di antenna ricetrasmittente tramite la quale ciascuna cellula del corpo entra in comunicazione con l’insieme delle cellule del corpo (100mila miliardi), regolando così la propria attività con le attività di ogni altra cellula. In tal modo si mantiene la salute, che si può identificare semplicemente con la capacità delle cellule di comunicare fra loro.

L’assenza più o meno estesa di comunicazione conduce a malattia. Perciò il concetto di salute coincide con quello di comunicazione. Basti pensare che ogni secondo nel corpo muoiono 10 milioni di cellule e 10 milioni di cellule devono essere ripristinate esattamente nello stesso modo, cioè nelle stesse identiche proporzioni di tipi cellulari.

A partire dagli anni 50 il medico tedesco Reinhold Voll (1909-1989) dimostrò la relazione fra punti di agopuntura ed organi interni, consentendo l’esecuzione di veri e propri check-up elettronici basati sulla misurazione dei parametri elettrici dei punti di agopuntura. Sulla superficie cutanea sono stati localizzati circa 3000 punti, dei quali 400 sono quelli più importanti, che vengono misurati sistematicamente nel corso di un check-up. L’alterazione di un parametro elettronico del punto, corrisponde ad un problema dell’organo a cui è connesso. Il sistema dei punti di agopuntura costituisce una rete di comunicazione esterna sulla superficie del corpo e di comunicazione della superficie del corpo con gli organi interni e viceversa.

Ciò significa che si può intervenire su un organo attraverso il punto o i punti a cui è connesso. Nell’agopuntura classica si utilizza a questo scopo un ago che di per sé è un dipolo elettrico, costituito da due metalli (di solito ferro e rame o ferro e argento), che formano fra di loro un potenziale bimetallico. Per quanto concerne i problemi posti dall’elettrosmog,  cioè l’inquinamento ambientale da campi elettromagnetici, la misurazione dei punti di agopuntura con il metodo di Voll è l’unico metodo in grado di valutare in tempo reale le alterazioni da esso provocate.

A partire dal 1996, nel corso di 20 anni di ricerche, Flavio Gazzola, medico, allievo di Reinhold Voll, riuscì a dimostrare che i primi punti colpiti dall’inquinamento da elettrosmog, sono i punti del sistema neurovegetativo che costituiscono “l’impianto elettrico” del corpo. Perciò misurando tali punti si può valutare l’effetto dell’elettrosmog e l’efficacia dei sistemi per evitarne o attenuarne l’impatto sul corpo umano.


*Il movimento del nucleo ferroso liquido del pianeta, dovuto alla rotazione terrestre, genera forti campi magnetici, orientati in senso nord-sud. Tali campi sono associati anche a produzione di calore, che è il primo carattere degli esseri viventi più evoluti, appartenenti alla Classe dei Mammiferi, di cui fa parte anche l’Uomo.

L’irradiazione magnetica naturale è filtrata dalla crosta terrestre, in modo piuttosto omogeneo. In alcuni punti della crosta tuttavia vi sono strati minerali più sottili e porosi che consentono il passaggio di una irradiazione elettromagnetica maggiore, associata a maggior calore, dall’infrarosso all’ultravioletto, nel cui ambito sono compresi tutti i fenomeni vitali.

In epoca preistorica si utilizzavano come luoghi di terapia, camere anecoiche naturali costituite da canali di pietra posti in contatto con lastre di pietra sporgenti dal terreno anche oltre quattro metri, infisse verticalmente nel terreno in luoghi particolarmente ricchi di attività geomagnetica. I canali erano posti in direzione nord-sud, secondo per entrare in risonanza e raccogliere al meglio le emissioni geomagnetiche, provenienti dalla lastra verticale.

La lastra di pietra verticale, da una parte era quindi in comunicazione con i canali orizzontali costituiti da muretti di pietre paralleli, in origine chiusi a volta nella parte superiore, in modo da formare una sorta di bobina minerale per via del ferro presente nelle rocce, mentre dalla parte opposta era in contatto con due semicerchi di pietre, in forma di antenna minerale.

I pazienti si disponevano di fronte alla lastra, all’interno dei due semicerchi, oppure in un incavo scavato alla base della lastra verticale in forma di volta di pietra per ricevere le radiazioni elettromagnetiche a scopo terapeutico e in modo differenziato a seconda del disturbo e della parte del corpo.

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